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Postfazione a “la Comodità” di Mario Biglietto

29/04/20

Sembra incredibile ma persino in un periodo bizzarro come questo esistono editori che continuano a pubblicare bei libri. E magari da qualche parte ci saranno pure lettori che non vedono l’ora di sfogliarli.
Sono molto felice di vedere finalmente in uscita, dopo anni travagliati, per la casa editrice
Crowdbooks, La comodità di Mario Biglietto: libro per il quale l’autore mi ha chiesto di scrivere una prefazione.
Io ho rifiutato, però poi ho scritto una postfazione.

Eccola qua:

Anche se ho pubblicato pochissimo e non sono uno scrittore famoso, più volte ho dovuto affrontare una situazione un po’ paradossale che forse costituisce l’habitat naturale per chi lavora nell’editoria ma non per me: arriva un amico, un parente, l’amico di un amico, un vicino di casa ― chiunque abbia misteriosamente raggranellato qualche vaga informazione sulle mie passioni letterarie ― e mi chiede un parere sincero sul voluminoso manoscritto che ha appena finito di vergare.
Non sono la persona più buona dell’universo ma per mille motivi mi sento sempre obbligato ad accettare l’impegno. E anche se non sono la persona più schifosa dell’universo, prima di cominciare a leggere so già che il testo farà cacare. Va sempre a finire allo stesso modo: nei mesi successivi farò di tutto per evitare un confronto diretto con l’autore dell’inedito, perché non ho il coraggio di dirgli la verità sull’assenza di talento che impregna e strazia la sua opera, perché so che tutti noi – noi scriventi ovviamente, perché al resto del mondo di tutto ciò frega davvero pochissimo –, nonostante la modestia e la timidezza di facciata, viviamo nella convinzione di aver sfornato il capolavoro definitivo e accogliamo un eventuale giudizio sfavorevole come un’offesa irreparabile, perché recitare la parte del critico che stronca con brutale franchezza un libro a cui qualcuno ha dedicato tempo, energie, emozioni, è una cosa che odio, che mi imbarazza e che non vorrei mai essere obbligato a fare.
Ecco svelate le mie condizioni psicologiche quando Mario Biglietto mi porta La comodità. Con l’aggiunta di un trascurabilissimo ostacolo emotivo per chi vorrebbe dargli un giudizio spassionato senza urtare la sua sensibilità: Mario ha la leucemia e proprio di questo parla il libro che ha scritto.

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