Notizie Riflessioni

La legge (del più forte)

mercoledì 22/04/20

Da quando esiste, la legge è sempre stata codificata per cristallizzare i rapporti di forza, sebbene si dica che essa tuteli il più debole questo non succede quasi mai, è il più classico dei mondi capovolti, si è collegato a quello che dovrebbe regolare la realtà ma si lascia che essa maceri nell’abuso della legge stessa.

È così che si arriva a calpestare, abitudine lunga decenni, addirittura la Costituzione, erodendone, in maniera assai furba e truffaldina, pure la riserva di legge sulle libertà personali.

Queste sono azioni che normalmente realizzano i dittatori, forti di un mandato popolare plebiscitario, che esso arrivi per via democratica o meno non rileva, trattandosi comunque di dittatura.

Questa volta ad abusare dei nostri diritti è un governicchio che manifesta molti aspetti poco edificanti.

Per cominciare è formato da due forze politiche che sono ormai poco amate dall’elettorato, al punto che trovo immotivato, a guardare i principi generali dell’Ordinamento, il mandato per un secondo governo Conte da parte del (vostro) Presidente della Repubblica Mattarella.

Queste due forze sono il Partito Democratico (ossimoro), che ha fatto degli interessi esteri, in particolare francesi (e tedeschi), il suo obiettivo primario e la sua ipotetica antitesi ma l’apparenza inganna il Movimento 5 Stelle, un partito generato in un utero in affitto, etero-diretto e con esclusiva finalità di gatekeeping.

Il Movimento 5 Stelle è riuscito a imbrigliare un dissenso altrimenti ingovernabile ea portarlo alla sua sintesi, ossia servire il partito ossimoro per raggiungere gli stessi fini che proclamava ai quattro formaggi di voler contrastare, scatoletta di tonno e Italexit comprese.

Entrambe queste formazioni hanno fallito miseramente ogni appuntamento elettorale successivo alle politiche, che consentono loro questa applicazione numerica “azzeccata colla sputazza”.

Mattarella dalla pazza idea di conferire un nuovo incarico all’azzeccagarbugli colla voce nasale, che fa impazzire le tineigers, ma non è andata così, “l’autocrate dauno” (cit. Alberto Bagnai) ci (mal) governa.

Le critiche giuridiche che posso muovere a questo professore che professa per sé e non per tutti sono tante ma sicuramente imprecise, mi limito a sottolineare che i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono degli atti amministrativi, inefficaci a regolare le date delle libertà I personali e gli Stati di Emergenza, pur se proclamati ufficialmente, possono conferire la loro validità in quegli ambiti protetti.

Ma su questo e altre valutazioni più tecniche direi che ci si possa affidare a persone ben più competenti, ad esempio il Presidente Emerito della Consulta Sabino Cassese e tanti altri che ritengo inutile citare dopo di lui:
La pandemia non è una guerra. I pieni poteri al governo non sono legittimi
Il primo decreto legge era “fuori legge” . Poi è stato corretto il tiro, con il secondo decreto legge, che smentiva il primo, abrogandolo quasi interamente”.

Sono stati capaci di creare un caos normativo, e non solo, di cui la collezione di autocertificazioni (documento facoltativo che non può essere imposto) è solo un “output ” altamente simbolico.

A seguire questa valutazione non irrilevante potremmo poi individuare nello scavalcamento pressoché completo del dibattito parlamentare una ulteriore incrinatura della liturgia democratica, soprattutto perché in presenza di trattative più che rilevante, sarebbe più preciso definirle esiziali, per il nostro paese come il MES.

A questo punto la teoria, che vorrei veder fallire, quella dell’abuso della forza che prevale sulla legge, quella delle forze dell’ordine che obbediscono a circolari ministeriali e non, appunto, a leggi, quindi non all’Ordinamento né alla sua Carta massima, si incarna in quello Stato di Polizia che ogni sincero antifascista, quale io mi ritengo specifico sempre che per me fascismo è sinonimo di totalitarismo e quindi fascismo, comunismo e nazionalsocialismo sono la stessa cosa deve avversare come può.

Questo era per dire, per capire, per non far soccombere la ragione, almeno quella che io ritengo tale e che tanti mi accusano di aver perso un vantaggio di posizioni e idee non degne di un essere umano.

Mario Biglietto

P.S.: non ho partiti di riferimento in Parlamento (o fuori), li detesto quasi tutti ma con una preferenza speciale, nel lato oscuro del mio cuore, per quei due citati sopra.

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera

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