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Contenere la popolazione

Quando si deve muovere una macchina enorme, l’avviamento risulta sempre molto laborioso. Dovessimo parlare di una “guerra” potremmo fare una drastica distinzione fra piccoli gruppi di guastatori e incursori da un esercito di grandi proporzioni, che ha esigenze totalmente differenti dai primi.

Nel caso di un esercito vero, di una certa imponenza, questo viene sempre organizzato per perseguire degli obiettivi che si pongono quanto meno a medio termine. Questo impone una meticolosa preparazione, prodromica ad una azione che si prevede inarrestabile ma senza fretta.

Per banalizzare userei ad esempio lo sbarco in Normandia, una operazione che ha preteso un impegno preparatorio lungo anni. Organizzare un tale rullo compressore che, dopo il primo e doloroso D-day, avanza con costanza, uno schiacciasassi, è il classico caso di un esercito che si progetta come inarrestabile, non veloce, se non in piccoli momenti eccezionali.

Eppure un tale esercito ha infinite necessità. Ha bisogno di essere rifornito, rifocillato, curato e tenuto pronto alla battaglia. Necessita stoviglie, cibo, abiti, armi, attrezzature varie, carburante, ricambi, carta igienica… non si può certo improvvisare, direi che si tratta di un dato di fatto indiscutibile.

“Un esercito marcia sul proprio stomaco”
Napoleone

Sul portale Consip si legge che questa “è una società per azioni, partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che opera – secondo gli indirizzi strategici definiti dall’Azionista – al servizio esclusivo della Pubblica Amministrazione“. Quindi possiamo affermare che si tratta della società che gestisce, per conto del potere esecutivo, il Mercato elettronico (Mepa), cioè nient’altro che il portale informatico dove tutte le Pubbliche Amministrazioni possono comprare, via web.

In una “determina a contrarre” ― i cui “Termini di gara” indicano il “Termine ricezione offerte” per le ore 16:00 del 12 aprile 2021 ― presente su Consip, si legge:

OGGETTO DELL’ACQUISIZIONE

Accordo quadro multifornitore per ogni lotto per l’allestimento di campi container per l’assistenza della popolazione in caso di eventi emergenziali

A pensare male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina1 ― come si pensava affermasse Giulio Andreotti ― per cui la domanda del perché la Protezione Civile, per conto del Consiglio dei Ministri, stia provvedendo con una gara, appena conclusa e dagli esiti ignoti, all’allestimento di campi container per l’assistenza della popolazione in caso di eventi emergenziali, a me fa una certa impressione perché, relazionato a quanto sta avvenendo, è semplicemente inquietante.

Si tratta di un notevole progresso rispetto agli agghiaccianti “covid resort“, quelli che volevano destinare agli “asintomatici“, mettendoci assieme anche i grandi passi verso la barbarie che consistono nella progressiva stretta dittatoriale per un “obbligo ad iniettarsi farmaci genici sperimentali” ― parlare di “obbligo vaccinale” non è solo impreciso, è un vero abominio ― è qualcosa che fa una certa paura, una paura palpabile quanto misurabile.

“Il soggetto volontariamente dà il proprio consenso a essere sottoposto a un esperimento”

Così recita l’incipit del primo articolo del Codice di Norimberga, questione che affrontai già diverso tempo fa (qui).

Ho cominciato da un pezzo ad avvisare di questa problematica dal sentore nazionalsocialista, sovietico, totalitarista. Si sono aperte tante di quelle “finestre di Overton” che il mondo intero è stato investito dagli spifferi, ne parlai in un articolo in cui prendevo di mira il progetto di legge dello stato di New York dei “Detention center” per il prelievo e la detenzione di qualsiasi persona considerata come contagiata portatrice di minacce sanitarie― manco a dirlo proposto da un democratico ― e poi i campi di concentramento, per quelli che continuano a ritenersi in possesso dei diritti inalienabili dell’uomo, addirittura in Germania, facendo solo leggeri accenni ai nostri “covid resort“, poco apprezzati dal popolo così come l’indegna app chiamata “immuni“.

Nella determina sono previsti 3 lotti:
1 – Noleggio di container per l’allestimento di campi container con destinazioni d’uso diverse e servizi connessi;
2 – Fornitura di arredi, biancheria e accessori per l’allestimento di campi container con destinazioni d’uso diverse, in eventi emergenziali;
3 – Noleggio di lavatrici e asciugatrici industriali da installare in campi container in eventi emergenziali e servizi connessi.

Il budget complessivo per questa fornitura supera abbondantemente il quarto di miliardo di euro, perché?

La mia impressione netta e motivata è che stiano approntando le linee logistiche per operazioni militari senza precedenti, esiziali per le società che abbiamo conosciuto fino al 2019 ― sì, è passato più di un anno. La cosa non è solo preoccupante, è terrificante.

La possibilità che questa guerra ― di cui la pandemia comincia a sembrare solo un pretesto per approntare quella vera ― stia per cominciare, una volta rimosso l’ostacolo rappresentato da Donald J. Trump, è alta.

Come e quali siano gli schieramenti, così come comprendere con quali armi sarà combattuta e perché, non abbiamo modo di saperlo, non ancora.

Di sicuro la Gran Bretagna è defilata, l’Europa rimane contesa da Russia e USA ― e la spia forse era più utile a Pfizer e Astrazeneca che alla Russia ― e la Cina intanto si contende il mondo intero, dopo aver piazzato una solida testa di ponte in Africa, essendo oggi la roccaforte di quelli che il mondo lo vogliono cambiare tutto quanto.

“Il principio del confinamento di popolazioni sane è stato prescritto nel 2004 dal segretario alla Difesa statunitense, Donald Rumsfeld. Non già per combattere una malattia, ma per provocare una ribellione di massa e militarizzare le società occidentali. Il confinamento è stato diffuso in Europa dal dottor Richard Hatchett, all’epoca consigliere del Pentagono, oggi presidente della CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations). È stato Hatchett a inventare l’espressione “siamo in guerra!” a proposito del Covid-19, frase in seguito ripresa dal presidente Macron.”
Thierry Meissan

Se non vi interessate di politica, la politica si interesserà di voi, e non sarà piacevole.

1 frase viene spesso attribuita a Giulio Andreotti, ma fu lo stesso politico ad ammettere di averla sentita nel 1939 dal card. Francesco Marchetti Selvaggiani, Vicario di Roma, il cardinale pure, a sua volta, citò, come quello a cui va attribuita la paternità della frase, in papa Pio XI (Achille Ratti), che la espresse così: “A pensar male del prossimo si fa peccato ma si indovina”.

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera

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