Riflessioni Senza Categoria

Destrutturazione fisico-temporale

03/05/22

Molto spesso nella mia esperienza di vita, che ormai supera il mezzo secolo, ho scelto ― forse a causa del mio non tanto amato carattere ― di essere presente a me stesso, di vivere il presente, anche nei momenti peggiori, in quelli più sofferti e duri, poi ho trovato la scrittura ma questo è un discorso diverso.

Questo mio carattere però ― come ogni cosa negativa ― contiene degli aspetti positivi, mi rende naturalmente refrattario a fuggire quando tutti fuggono, mi fa essere incline ad approfondire il dolore per risolverlo alla radice, guardo i problemi privo di quell’atterrimento che rende il gregge così gestibile.

Questo non significa che io non mi spaventi anzi, forse ho più paura degli altri. Ma io resto presente a me stesso, alla situazione, per una innata spinta alla sopravvivenza. Trovo inutile fuggire da un’onda enorme che può uccidermi, so che alle volte conviene andarle incontro e immergersi, lasciarsela passare sopra la testa… Il panico non aiuta mai. Io, l’onda, la studio.

Veniamo al tema, di solito cerco di unire i puntini a posteriori dello sviluppo dei pezzi che scrivo, forse però questa volta conviene dichiarare il mio intento adesso.

La destrutturazione degli individui si sta sviluppando in molti campi diversi, praticamente tutti quelli che riguardano le nostre vite per come le abbiamo conosciute e ce le hanno insegnate finora.

È palese, ai miei occhi solo poco miopi, che questa destrutturazione abbraccia molti campi e, come è noto, sperimentato e conosciuto, tende a renderci separati socialmente.

Adesso entriamo nel vivo, perché quello che ancora sfugge è che questo processo tende a separarci da noi stessi, dal nostro tempo, dal nostro spazio, dalla nostra stessa realtà individuale.

È un rischio che sta diventando una certezza che va ben oltre le attuali realtà virtuali e le doppie vite su mezzi come ad esempio i “social” o i “MMORPG” (giochi di ruolo multiplayer online).

Si parla di Metaverso (in inglese metaverse), un termine coniato da Neal Stephenson nel suo libro di fantascienza cyberpunk Snow Crash (1992). Una sorta di realtà virtuale che relaziona le persone tramite il web, persone rappresentate dai loro avatar.

Questo Metaverso è una immensa sfera nera con una circonferenza di 65536 km (216) , una strada percorribile, anche su di una monorotaia, la percorre tutta all’altezza dell’equatore, questa ha 256 (28) stazioni, separate da 256 km di distanza l’una dall’altra.

In questo mondo ognuno può realizzare in 3D quello che gli pare, attività, locali, tutti luoghi che possono essere frequentati dagli avatar delle altre persone in questa realtà replicata aliena a quella reale.

il Sole Nero nazista (Schwarze Sonne) presente anche nel simbolo del btg.A3OB

La distinzione tra le classi sociali si manifesta nella qualità del proprio avatar, Stephenson ci dice che quelli dei terminali pubblici sono in bianco e nero, i ricchi invece li hanno in 3D.

Esistono anche dei posti preclusi ai meno abbienti, quello più importante ha un nome singolare, tornato in auge dopo il periodo del nazismo solo con l’avvento dei nuovi nazisti ucraini: il Sole Nero.

Per capire meglio cosa si possa intendere per Metaverso basta pensare ai già citati MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game) e alle chat in 3D, ad esempio Second life o Active Worlds.

metavèrso s. m. – Termine coniato da Neal Stephenson nel romanzo cyberpunk Snow crash (1992) per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati. Il m. viene descritto come un enorme sistema operativo, regolato da demoni che lavorano in background, al quale gli individui si connettono trasformandosi a loro volta in software che interagisce con altro software e con la possibilità di condurre una vita elettronica autonoma. Il m. è regolato da norme specifiche e differenti dalla vita reale e il prestigio delle persone deriva dalla precisione e dall’originalità del rispettivo avatar. Si è parlato di m. per definire le chat tridimensionali e i giochi di ruolo multiplayer online.“.

da Treccani

Sappiamo che Facebook si chiama da qualche tempo “Meta“, forse proprio per virtualizzare ulteriormente le nostre vite in questo senso, il che non appare esattamente un “bene“. Sappiamo pure che il prerequisito fondamentale per entrare nel Metaverso sarà l’uso di un visore VR, nello specifico il Quest 2 sviluppato internamente da Oculus (di proprietà di Facebook/Meta).

Tendenzialmente sarà una realtà virtuale assai costosa, come erano cari i primi televisori, ce la venderanno come fosse un nostro irraggiungibile desiderio, ma in realtà è il loro, il desiderio di gestirci con un mouse.

Cinque metri quadri da acquistare da Metaverse Group, sussidiaria di Tokens.com, valgono 618 mila mana (1,8 milioni di euro) sul Metaverso di Decentraland, su Sandbox sono 3,8 milioni di euro da Republic Realm (fonte: Forbes), si venderanno lotti di “terreno” immagino, come?

Chiunque può acquistare, affittare o vendere terreni su queste piattaforme tramite marketplace NFTNon-fungible token, gettone non fungibile o gettone non riproducibile ― un contratto di proprietà e certificato di autenticità registrato su BlockChain. Una volta registrati si può sfogliare il catalogo di terreni e altro: virtual real estate, lead generation, user experience, NFT, economia virtuale, spazi brandizzati da affittare o rivendere.

Roba da nausea a mio parere, fuffa assoluta in contrasto alla vita vera.

Magari si potrebbe ritenere un fenomeno a sé stante, e per questo tollerabile, ma penso che sareste in gravissimo errore, ritengo che il Metaverso sia perfettamente in sintonia col Transumanesimo e con il Mind Uploading, ma andiamo per gradi.

da Amazon Terms & Conditions generali – per Lumberyard il loro motore grafico 3D open source gratis on line.

Mind Uploading: Realizing the Goal of Substrate-Indipendent Minds ― Realizzare l’obiettivo delle menti indipendenti dal substrato (che sarebbe a dire il nostro corpo!).

“Minduploading.org è una raccolta di pagine e articoli progettati per esplorare i concetti alla base del caricamento mentale. Gli articoli vogliono essere un’introduzione leggibile agli argomenti tecnici e filosofici di base che riguardano il caricamento mentale e le menti indipendenti dal substrato. L’attenzione si concentra su definizioni attente dei termini comuni e quali sono le implicazioni se il caricamento della mente diventa possibile.

“Il “caricamento mentale” (a volte chiamato “copia mentale” o “trasferimento mentale”) è l’ipotetico processo di copia del contenuto mentale (inclusa la memoria a lungo termine e il “sé”) da un particolare substrato cerebrale e di copiarlo su un dispositivo computazionale, come una rete neurale artificiale digitale, analogica, quantistica o basata su software.”

Qual è lo scopo del sito minduploading.org? Come si collega a carboncopies.org e wholebrainemulation.org?

“Il sito minduploading.org è dedicato all’interesse per il concetto più ampio e l’obiettivo del caricamento mentale. Il sito mira a servire il pubblico in generale e gli specialisti allo stesso modo, fornendo notizie, risposte a domande e informazioni di base.

Il sito Mind Uploading.org è strettamente affiliato a carboncopies.org , l’organizzazione senza scopo di lucro che opera come polo di attività e interesse per l’obiettivo delle menti indipendenti dal substrato (SIM). Carboncopies.org spiega i concetti fondamentali della SIM e mantiene la roadmap e la rete della ricerca. Un gruppo carboncopies di Facebook porta avanti discussioni pubbliche con post e aggiornamenti su eventi e notizie di attualità.

Il sito di ricerca wholebrainemulation.org (attualmente irraggiungibile NdA) si collega ad attività, laboratori e contatti nei campi della ricerca sul connettoma (ad es. microscopia ad alto rendimento), protesi neurale, interfacciamento neurale, neuroscienza computazionale su larga scala e altro ancora.”

Ecco alcuni articoli che si trovano su Mind Uploading.org:

  • Il neuroscienziato che vuole caricare l’umanità su un computer”;
  • Caricamento e diramazione dell’identità”, Se un cervello viene caricato in un computer, la coscienza continuerà in forma digitale o finirà per sempre quando il cervello verrà distrutto? I filosofi hanno a lungo dibattuto tali dilemmi e li classificano come domande sull’identità personale (la filosofia di frontiera ragiona da anni sulle problematiche di una esistenza contemporanea di un essere umano e di un suo clone mentale NdA).

Sempre lo stesso sito segnaladei libri, ne cito uno solo: “Una tassonomia e una metafisica del caricamento mentaleMIND-UPLOADING: il processo di trasferimento della propria mente dal cervello a un nuovo substrato, generalmente un computer.

Il sito aveva una sezione dedicata ai finanziatori che da qualche anno ha oscurato, fra questi figurava anche l’Unione Europea, cosa che constatai di persona.

E veniamo ora al Transumanesimo, che comprende, volendo, i due argomenti precedenti.

A Montecitorio ed in Senato parlano di Transumanesimo

Il significato del termine fu delineato in modo sistematico da Julian Huxley nel 1957 nel testo “In New Bottles for New Wine“.

Sir Julian Sorell Huxley (Londra, 1887 – 1975) biologo, genetista e scrittore britannico, fratello di Aldous Huxley; divenne celebre per i suoi studi sulla rifondazione della teoria genetica all’interno della teoria darwiniana della selezione naturale.

Nell’accezione di Huxley, Transumanesimo indica: “l’uomo che rimane umano, ma che trascende sé stesso, realizzando le nuove potenzialità della sua natura umana, per la sua natura umana“.

A noi però oggi, il Transumanesimo, interessa in particolar modo riguardo la tecnologia applicata alla biologia umana. I transumanisti sono a favore dell’utilizzo delle tecnologie emergenti, incluse molte attualmente ritenute controverse, come l’ingegneria genetica sull’uomo, la crionica e gli usi avanzati dei computer e delle comunicazioni. Ritengono che l’intelligenza artificiale un giorno supererà quella umana, realizzando la singolarità tecnologica.

L’attuale sviluppo tecnologico fa ipotizzare realisticamente dei progressi tecnologici radicali nel prossimo mezzo secolo. Loro anelano a questo sviluppo, e desiderano pure che gli esseri umani diventino “più che umani” grazie all’applicazione di innovazioni tecnologiche come l’ingegneria genetica, la nanotecnologia, la neurofarmacologia, le protesi artificiali, e le interfacce tra la mente e le macchine.

Una totale convergenza tecnologica con l’unione di biologia, informatica, nanotecnologia e scienze cognitive, queste sono raggruppate dall’acronimo “GRIN” (Genetics, Robotics, Information technology, Nanotechnology), come pure dall’espressione “bio-info-nano-cogno” (biologia, informatica, nanotecnologia, scienze cognitive).

Esiste un sito, organo ufficiale della Associazione Italiana Transumanisti, sono andato a curiosare, cominciamo dai principi transumanisti:

  1. L’umanità sarà radicalmente trasformata dalla tecnologia del futuro. Si prevede la possibilità di ri-progettare la condizione umana in modo di evitare l’inevitabilità del processo di invecchiamento, le limitazioni dell’intelletto umano (e artificiale), un profilo psicologico dettato dalle circostanze piuttosto che dalla volontà individuale, la nostra prigionia sul pianeta terra e la sofferenza in generale.
  2. È necessario uno sforzo di ricerca sistematico per comprendere l’impatto di tali sviluppi per ora all’orizzonte e le loro conseguenze a lungo termine.
  3. Occorre un’apertura mentale che ci permetta di adottare tali tecnologie invece che di tentare di proibirne l’uso o lo sviluppo.
  4. Sosteniamo il diritto individuale di espandere le capacità fisiche ed intellettuali e di aumentare il controllo sulla propria vita. Aspiriamo ad una crescita personale ben al di là delle limitazioni biologiche a cui siamo oggi legati.
  5. La perdita di potenziali benefici, a causa di tecnofobia e proibizioni immotivate sarebbe una tragedia per il genere umano. Dobbiamo comunque tenere presente che un disastro o una guerra, causati o resi possibili da una tecnologia avanzata, potrebbero portare all’estinzione di ogni forma di vita intelligente.
  6. Sono necessari luoghi di incontro in cui discutere razionalmente e strutture sociali per decisioni responsabili.
  7. Il transumanismo è fautore del benessere di tutti gli esseri senzienti (siano questi umani, intelligenze artificiali, animali o eventuali esseri extraterrestri) ed include molti principi dell’umanesimo moderno. Il Transumanesimo non è legato ad alcun partito o programma politico.

Alla pagina “CHI SIAMOtroviamo la loro “Breve storia“:

L’Associazione Italiana Transumanisti (AIT) è stata fondata informalmente il 29 dicembre 2004, registrata come chapter italiano della World Transhumanist Association (oggi Humanity Plus) il 10 gennaio 2005, e infine formalizzata con atto notarile il 6 dicembre 2006.”

Infine, diamo uno sguardo alla loro “Mission“:

Nella seconda metà del Novecento un’ondata di pensiero anti-scienza e anti-techne, partita dalle vette degli ambienti filosofici, si poi è diffusa a valle diventando mainstream in quasi tutti gli spazi della cultura, del costume e dell’espressione estetica. Il nostro obiettivo è far incrociare filoni culturali diversi, analitici / continentali, illuministi / romantici, destra / sinistra, sui temi cruciali della bioetica, della biopolitica, del postumano e del senso del futuro, per ridare quota a una visione prometeica, positiva, visionaria, forte della Tecnica.

Le idee che sosteniamo sono scritte nel nostro sito e nelle nostre pubblicazioni, come Divenire . Ci rivolgiamo a chi sente entusiasmo per questo progetto e condivide i valori espressi dalla Carta dei Principi . Siamo aperti a tutti (senza distinzione di nazionalità, sesso, età, livello di istruzione, condizioni sociali, orientamento sessuale, politico o religioso e quant’altro vi venga in mente… ), ma alcune cose devono essere chiare:

1) Sia in ragione delle proprie norme statutarie, che per la fortissima l’eterogeneità politica interna, l’AIT non è e non può diventare un partito politico. Perciò tutti i tentativi di incasellare l’associazione a partire dall’uno o dall’altro dei suoi membri, noiosamente ricorrenti e comicamente contraddittori, sono svuotati da questo dato.

2) Amiamo la scienza e la libertà. Non abbiamo ossessioni di correttezza politica, non ci piacciono le personalità dogmatiche, autoritarie, perbeniste o con scarsa articolazione e flessibilità mentale: il transumanismo è innanzitutto una filosofia libertaria di ampio respiro.

3) Il transumanismo non è tecnofilia modaiola o ricerca ossessiva dell’ultimo gadget hi-tech, e tantomeno apologia del conformismo estetico o del bisogno di normalità: è sfondamento del limite, immaginazione di nuovi corpi.

In conclusione, il mio timore è che tutto quanto sta accadendo è rivolto a portarci a un progressivo abbandono degli aspetti della nostra vita materiale, intesa nel senso più alto e autentico del nostro essere, a favore di una destrutturazione impressionante verso mondi altri, nel tempo e nello spazio e verso corpi altri, che saranno, almeno inizialmente, più “comodi” e piacevoli da godere.

Questi ragionamenti implicano delle scelte che, presto o tardi, dovremo dolorosamente compiere, scelte che, chi ha un minimo di sale in zucca, a questo punto conosce già.


PS: l’articolo è nato per perfezionare alcuni segmenti del ragionamento che ho sviluppato quattro giorni prima, quando ho registrato la puntata del 2 maggio 2022 della trasmissione L’OCCIDENTALE. Per ascoltare il podcast il link è QUESTO.

Foto di Copertina: dal film “Trascendence” (2014),di Wally Pfister, con Johnny Depp, Rebecca Hall, Paul Bettany, Morgan Freeman.

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Illustrazioni Federica Macera