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Dovete morire presto (vecchi)

lunedì 06/04/20 

Per chiunque voglia capire cosa sia diventata la sinistra, vi consiglio di leggerlo tutto.

Premetto che la mia formazione ei miei ideali si sono formati proprio (e me ne pento amaramente per quello che è diventata) a sinistra.

Da decenni, forse di più, tutte le istanze del capitalismo globalista, qualche complottista come Benedetto XVI direbbe del Nuovo Ordine Mondiale, passano da sinistra, dai radicali, dal razionalismo antiumano e progressista, la sostenibilità.

Dall’ Olanda , Campione of this Tendenza, Arrivano progressiva iniziativa di istigazione all’eutanasia, alla rinuncia alle curare per Gli anziani, alle pillole per morire comodamente a casa, agli aborti fatti con leggerezza, alla negazione delle individualità che creano zombie.

Ma non solo dall’Olanda, così fertile nel culto della morte, arriva questo pensiero. Dalla Francia , ad esempio, ricordiamo Jaques Attali, socialista francese, eminenza grigia dietro Macron, amico intimo di Massimo D’Alema, che dichiarava senza imbarazzi cose come queste:
“Quando si sorpassano i 60-65 anni, l’uomo vive più a lungo di quanto non produca e costa caro alla società. L’eutanasia sarà uno degli strumenti essenziali delle nostre società future. Il diritto al suicidio, diretto o indiretto, è perciò un valore assoluto in questo tipo di società. Macchine per sopprimere permetteranno di eliminare la vita allorché essa sarà troppo insopportabile, o economicamente troppo costosa”
(Jacques Attali, “La médicine en accusation“, in AA.VV., L’avenir de la vie, Seghers, Paris 1981, pp. 268-274).

Qui da noi, fra i vari citerei Tommaso Padoa Schioppa (vedi sotto) nel suo celeberrimo discorso su “la durezza del vivere“, Mario Monti che commentava la distruzione della Grecia definendola “il più grande successo dell’euro” e Tito Boeri, che parlava di pensionati che percepivano le pensioni troppo alte tali da gravare troppo sui conti statali perché mangiavano troppo bene e si curavano (“I percettori di prestazioni previdenziali più generose hanno un tasso di mortalità più basso: di questo bisognerebbe tener conto per eventuali interventi perequativi”), incassando le pensioni più a lungo e costando anche al SSN per un lasso di tempo (leggi VITA) troppo ampio.

Mi perdonino gli altri riprovevoli carnefici che non cito per questione di tempo, spazio, memoria ma soprattutto per l’orrore che mi provoca ricordarli.

Questi osceni, orribili, stomachevoli discorsi arrivano sempre e solo dalla schifosissima e viscida sinistra, sempre…sempre.

La notizia recente che mi ha passato un amico, e che mi ha provocato questa rabbia, è che in Spagna , nella cattolica Spagna, le Banche scrivono ai loro clienti ultresettantacinquenni che sono obbligato a presentarsi ” di persona ” agli sportelli, per dimostrare di essere ancora vivi , in caso contrario, non accrediteranno più la loro pensione sui conti correnti.

Siamo arrivati ​​a lasciar trattare i nostri avi come pesi economici, a umiliarli obbligandoli a dimostrare di essere vivi, a colpevolizzarli perché vecchi!

Siete antiumani, siete degli gnostici schifosi, siete dediti al male più profondo, se fossi credente pregherei perché l’Angelo vendicatore si abbattesse con cieca furia sui vostri cuori strappandoveli dal petto perché siete il MALE, il male più assoluto, quello che io detesto più di ogni altra cosa, quello che mai un essere umano dovrebbe essere, siete ma non siete, non siete che scarti biologici, siete privi di anima e ogni cosa che renda la vita degna di essere definita tale.

…e siete sempre di sinistra, sempre.

Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’ essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità. Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l’ apprendistato di mestiere, costoso investimento. Il confronto dell’ uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna. È sempre più divenuto il campo della solidarietà dei concittadini verso l’ individuo bisognoso, e qui sta la grandezza del modello europeo. Ma è anche degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendica dallo Stato .”

Tommaso Padoa Schioppa

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