Riflessioni

Attàccati

venerdì 11/09/20

Guardi la TV e allora ti prepari a uscire di casa, con la boccetta di Amuchina, una di alcool, mascherina, visiera, guanti, maniche lunghe, pantaloni lunghi, scarpe chiuse, e non fa niente che fuori ci sono 40° e un tasso di umidità registrato forse solo nel 1921 alle sorgenti del Rio delle Amazzoni ― che pure le Amazzoni sguazzavano in acqua noncuranti di piranha e caimani perché rappresentano un problema assai secondario rispetto al caldo ― tanto che le lucertole poggiano a terra due zampe per volta per non ustionarsi e il sole ti cuoce la pelle, se solo la lasciassi per un momento esposta (al pericolo del virus).

Attàccati., image #2

Il sudore subito ti avviluppa il viso e scorre copioso sulla fronte, ineluttabilmente diretto verso gli occhi per ferirli. Questo accade già nel brevissimo tragitto al chiuso, nell’ascensore che ti porta al piano terra, mentre l’aria ti manca e una zanzara stanziale, che vive del sangue dei sali-scenditori, ti fa una compagnia irritante, ti preleva pure un campione di sangue nell’unico tratto di pelle esposta, sul collo, ma neanche te ne accorgi perché sudi come una puttana dedita al bondaggio durante un convegno sulla monogamia organizzato dall’Opus Dei.

Esci dal palazzo cercando le immagini dei film più apocalittici con cui ti hanno educato alla devastazione a venire, ti aspetti il vento che trasporta quelle sfaccimma di piante senza radici dei deserti americani, le pagine di giornale che galleggiano nel vento, ma soprattutto il frastuono del nulla che ti avvolge in un mondo puzzolente di bigattini ― bachi di sego, larve di mosca carnaria, quella verde metallizzata ― perché ricoperto di cataste di cadaveri putrescenti.

Attàccati., image #3

Ti avvii verso la tua meta necessaria, magari la farmacia, e incroci gente viva e ― solo apparentemente ― sana. Eccoli, sono tantissimi, sono loro, i famigerati “asintomatici“, quella povera gente colle ore contate, totalmente ignara a cui, più o meno a breve, scoppierà la testa come ai personaggi di Kingsman, secret service. L’asintomaticità è una cosa davvero subdola, si narrano casi di gente che ha scoperto di esserlo quando ― magari morto a 102 anni ― gli hanno effettuato un tampone postumo, avrebbero potuto salvarlo cazzo! Ho sentito anche di persone ricoverate per traumi da sinistro stradale, che hanno scoperto solo allora di avere il covid, o gente morta di covid mentre già combatteva da anni contro un cancro, un linfoma…certo che quando la sorte ci si mette…dove non hanno potuto queste malattie letali è arrivato lui: il coronavirusMiocuggino addirittura mi ha confessato di aver visto, coi suoi stessi occhi, che hanno intubato gente recalcitrante ― e apparentemente sana ― perché positiva a un tampone (purtroppo mai certificato)! Gente ignara del proprio stesso stato di salute…che tragedia!

Intanto cammini, in mezzo a questi zombie destinati a lasciare questo mondo a minuti ― infatti, perché mai camminano senza protezioni? ― soffrendo per proteggerti, responsabilmente, perché tu sì che sei responsabile, mica come quelli là, in modo da evitare questo letale quanto invisibile nemico. Un nemico che non si vede e neanche lascia tracce.…non si vede e neanche lascia tracce.

Però, quanto è strana la vita! Gli asintomatici vivono, prendono il sole, si toccano, si baciano, respirano…ma quando muoiono? Ma perché non muoiono? Tu non vivi per non morire, loro vivono e dovrebbero morire invece…cazzo perché non muoiono? Devono!

No, tu non vuoi permettere ai dubbi di assalirti, ti aggrappi ai tiggì, ai giornali, a Burioni, a cuozzo Vicienzo, al senso civico, a Lascienzah, all’OMS, a Bill Gates, a quel deficiente di Speranza e ad Astra Zeneca ― che ammazza le cavie umane ― a Butac e a Conte, ti attàcchi, fondamentalmente, a stocàzzo.

Dovete morire! Dovete morire davanti ai miei occhi! Non posso dare torto alla TV disgraziati!

Vi prego…moriteeeeee…non posso, non voglio…la TV, il governo, GigginoGiuseppeConte…tutti dicono che…vi prego…morite…morite…non posso vivere così…

Il libro di cui E.Montesano ha letto dei brani lo trovate QUI.

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera

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