Riflessioni

Implacabile

Venerdì 23/10/20

Mi trovavo su una spiaggia deserta, camminavo a piedi nudi sulla sabbia fredda e umida che ancora non si era scaldata al sole, un sole che illuminava a fatica quella parte di mondo in cui mi muovevo, lento.
La luce nell’aria in cui galleggiavano innumerevoli, minuscole, goccioline d’acqua, si rifrangeva, diventando morbida, diffusa come solo nei sogni può succedere.

Il mare rumoreggiava sommesso, nel suo respiro immenso, saliva e poi scendeva ma senza irruenza, bagnando qualche metro di sabbia e ritirandosi.
La sabbia drenava per un attimo l’acqua ma veniva subito ricoperta, incessantemente.

Qualche gabbiano solitario volava silenzioso sopra la mia testa, in cerca, immagino, di cibo.

Vagare così, all’alba, mi è sempre piaciuto, quelle rarissime volte che me lo sono concesso, ho però sempre avuto lo speculare e sgradevole pensiero che si trattasse di un sintomo di un momento di crisi.
Il bisogno di ritrovarsi, di farlo cercando pace fuori di te, immergendoti nel respiro del mare, quel metronomo che riesce a rimettere ordine nella cadenza dei battiti del tuo cuore e, soprattutto, dei tuoi disordinati e caotici pensieri.

La sabbia fredda e umida mi ha sempre trasmesso una scossa, dalla pianta dei piedi mi sale fin dietro al collo imponendogli una tensione liberatoria, sferzandomi.

La salsedine che aleggia nell’aria si posa, delicata come spuma, sulla mia pelle, entra nel naso, arriva nella bocca.
Ha un inconsistente sapore metallico che pervade la chimica del corpo, non ne apprezzo immediatamente i benefici ma ne sono, in qualche bizzarro modo, consapevole.

È bellissimo, essere solo, tutto è lontano, nulla interferisce coi tuoi pensieri, niente invade il tuo spazio intimo, invece conquisti incontrastato intere porzioni di mondo, ampie e magnifiche, in cui gli elementi si confrontano per contendersi incessantemente qualche metro di terra.

Dovremmo ritornare a vivere da esseri umani, tornare alla vera essenza che ci contraddistingue, il benessere e il progresso tutto non potranno mai valere quanto la salsedine che vela la mia pelle, quanto il sapore del mare che mi impregna le narici, quanto la sabbia che mi risveglia dalla pianta dei piedi, quanto il respiro che quella massa d’acqua emette così regolare da spodestare ogni caos dal cuore.

Mio figlio, la donna che amo, i miei affetti, la mia anima.
Questo sono, solo questo sono, nient’altro.

L’uomo ha bisogno della sua umanità, di ricordare che la vita è bellezza, è trascendenza, è amore, un amore che implica anche lotta, desiderio di difendere ciò che ama.

L’arcangelo Michele usò la spada per sconfiggere Satana, l’amore ha bisogno di combattere e ne ha bisogno anche più dell’odio, l’amore non è accettazione passiva di quanto accade, l’amore respira e vive come il mare, implacabile.

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera

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