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A viso scoperto

Intervista alle famiglie che stanno ricorrendo contro l’obbligo della mascherina nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

martedì 02/02/21

La bella notizia è che in Italia si sta reagendo a questa situazione di sospensione (irragionevole) dei diritti individuali da persone civili, pacificamente e nelle aule giudiziarie.

In gran parte d’Europa invece, la popolazione estenuata si sta riversando in strada abbandonandosi anche a violenze, in Olanda si sono visti anche i blindati dell’esercito schierarsi ad arginare le sommosse contro lockdown e coprifuoco ― misure coercitive che pure in guerra non si sono mai viste e neanche in quel caso potrebbero essere giustificate ― misure che rappresentano una sospensione de facto delle libertà individuali, come peraltro codificato anche dalla CEDU. Tengo a sottolineare che non abbiamo traccia di questa cronaca sul MSM.

Importanti precedenti per scardinare questa “autocrazia” sono rappresentati dall’Ordinanza 07468/2020 del TAR Lazio, in cui si afferma la mancanza di evidenze scientifiche a supporto delle robuste restrizioni delle libertà costituzionali da parte del governo ― realizzate per giunta con strumenti amministrativi orfani di passaggi parlamentari ― e dalla recentissima pronuncia del Consiglio di Stato in cui la famiglia di un minore di 12 anni, ricorreva contro l’obbligo della mascherina a scuola (al banco), in cui la più alta magistratura amministrativa ha accolto le tesi dei ricorrenti, ne parlai in questo articolo.

Senza entrare nel merito della gestione della “pandemia” diremo che in tanti riteniamo del tutto inattesi, se non elusi o deliberatamente infranti, i principi cardine di “proporzionalità e ragionevolezza“, oltre che tantissime regole di ogni ordine e rango più stringenti e definite di questi.

Mi è giunta notizia di un ricorso di grande rilevanza che sta prendendo il via, diverse famiglie stanno portando in aula le loro ragioni contro l’utilizzo della mascherina a scuola (sempre al banco), stavolta per tutti gli alunni fino alla maggiore età.

Si tratta di un evento cruciale, si analizzeranno minuziosamente, ancora una volta, le decisioni autoritarie del governo ― privo di un reale mandato da parte del Corpo Elettorale ― fortemente voluto e difeso dal Capo dello Stato.

Attraverso la piattaforma su cui scrivo, estremamente attenta alla tematica, mi sono messo in contatto con loro, quanto segue è il frutto di una intervista che i diretti interessati mi hanno concesso sull’argomento.

ph. Sylwia Bartyzel

D Com’è nata questa class action/ricorso amministrativo (immagino sia questa fattispecie, in caso contrario ditemi), quali motivazioni vi hanno portato farla partire?

Un paio di noi erano e sono in contatto con dei gruppi di genitori del nord-est d’Italia, molto attivi sul tema di libertà di scelta terapeutica e sui temi dei diritti dei bambini.
All’interno dei loro gruppi era nata la proposta da parte di un papà molto attivo di fare un ricorso al giudice ordinario per ripristinare la didattica senza mascherina al banco da organizzare in tutte le regioni italiane.
Grazie a questa iniziativa ci siamo ritrovati, senza conoscerci, in contatto su chat comuni e abbiamo iniziato a pensare di organizzarci per trovare un avvocato.
Assieme a qualche altro genitore abbiamo valutato se era fattibile un ricorso anche nel Lazio come quello che stava per essere depositato in Veneto e Friuli. Da qui è nato subito l’entusiasmo tra di noi e grazie alle indicazioni dell’avvocato Nicola Massafra abbiamo deciso di percorrere la strada del ricorso al Tar estendendolo a tutto il territorio nazionale.
Le motivazioni principali sono state il voler ripristinare la dignità dei bambini e dei ragazzi imbavagliati e privati dei contatti umani, della capacità di relazionarsi visivamente e la preoccupazione di danni fisici a lungo termine causati dall’uso della mascherina per molte ore consecutivamente.
Il tutto documentato da numerosi studi e ricorsi nazionali ed internazionali.

D Di quale supporto professionale e consulenziale vi avvalete in questo iter, inoltre se qualche lettore volesse aderire a questa azione come può procedere o come può esservi utile?

Ci siamo affidati allo studio legale Massafra, l’avvocato era già in possesso di documentazione utile al ricorso prodotta da altri professionisti.
Ma la cosa che ci ha più colpiti è stato l’entusiasmo di molti genitori che ci hanno aiutato aggiungendo documentazione tecnico scientifica e studi sui possibili danni psicologici su bambini e ragazzi dovuti all’imposizione prolungata della mascherina, che sicuramente aiuteranno l’avvocato per procedere con il ricorso.
Siamo aperti a qualsiasi collaborazione da parte di chiunque voglia creare rete e far crescere le possibilità di successo di questa iniziativa.
Tutti i genitori con figli dai 6 ai 18 anni possono aderire al ricorso contattando lo studio Massafra tramite il sito web o telefonicamente per avere informazioni in merito al ricorso stesso.

D La pronuncia del Consiglio di Stato e ancor prima del TAR Lazio (di cui parlo in questo articolo di qualche giorno fa rafforzano la vostra posizione nei confronti delle amministrazioni resistenti?

Assolutamente sì! Rappresentano un prezioso precedente e preparano un terreno fertile per il nostro ricorso al TAR con l’Avv. Massafra nell’affermare le istanze in esso contenute.
Tutte insieme queste azioni legali, inoltre, creano una pressione all’autorità giudziaria affinché intervenga al più presto con l’annullamento di questi provvedimenti sproporzionati e lesivi della dignità e della salute dei bambini e dei ragazzi.

D La vostra causa affronta un campo ben più ampio di quella accolta dal Consiglio di Stato, che si occupava di un singolo minore di 12 anni, qui si discuterà di tutti gli alunni dai 6 ai 18 anni, in effetti si discute della inconsistenza scientifica dei DPCM, mai chiaramente esposta come già codificato con l’Ordinanza 07468/2020 del TAR Lazio, quanti saranno i ricorrenti e a quale area geografica appartengono?

Non sappiamo esattamente quanti saranno i ricorrenti, ci sono molti genitori che hanno espresso interesse al nostro ricorso come pure a molte altre iniziative che si stanno muovendo in tutta Italia.
Ci auguriamo di essere un numero sufficiente per creare una massa critica,  per dare un segnale forte anche all’opinione pubblica.
Il nostro ricorso accoglie genitori di tutta Italia, senza nulla togliere agli altri ricorsi al TAR che già esistono, o quelli che verranno da iniziative simili alle nostre come il ricorso al Giudice Ordinario del Veneto e del Friuli che ha fatto accendere la scintilla al nostro gruppo.

D Mettendomi per quanto possibile nei vostri panni mi rendo conto che avrete dovuto fare delle valutazioni preventive su molteplici livelli, tutte assai complesse: l’accordo in famiglia, quelle con i partner e i figli, i figli che devono e dovranno relazionarsi con gli altri coetanei, magari terrorizzati, che osservano in maniera scrupolosa dei precetti contraddittori e limitanti, gli insegnanti e i dirigenti scolastici stessi che avranno le loro paure, ansie e responsabilità pesantissime. La vostra è una scelta coraggiosa che destabilizzerebbe chiunque per tutte queste implicazioni, come avete approcciato mentalmente questo percorso in modo da mantenere il giusto equilibrio?

R Il nostro approccio è stato di riportare ai bambini e ai ragazzi la normalità di rapporti umani e interpersonali nel rispetto della legge che dovrebbe essere ristabilita da questo ricorso.
Lasciamo la libertà ai genitori che stanno vivendo con terrore quello che sta succedendo di continuare a pensare di proteggere i loro figli come meglio credono.
Se il ricorso avrà successo tutti i minori da 6 a 18 anni potranno togliersi le mascherine al banco mantenendo il distanziamento di 1 metro.
Noi chiediamo che vengano ripristinate le condizioni precedenti al DPCM 03/11/20 con gli studi fatti dal CTS che raccomandava un distanziamento ma non i dispositivi di protezione.
Siamo fiduciosi che non appena si ritroverà la ragione, rivedendo tutto quello che è successo in questo anno, si possa ritornare ad una scuola normale e ad una vita normale soprattutto per questi bambini e ragazzi già provati psicologicamente.
Il tutto dimostrato da numerosi studi ed articoli che riportano gravi istinti autolesionistici e tentativi di suicidi di questi giovani in questi ultimi mesi.

D La dinamica che mi sento sempre di rimarcare è che il perseguire un sedicente “bene superiore” (in questo caso la protezione della cittadinanza dalla “pandemia”) ha sempre dato il via a derive autoritarie, derive che si nutrono dello zelo della gente comune ― mi concedo per una volta di generalizzare ― che spesso aggredisce, deplora, o delegittima pensieri divergenti, pensieri che fondano essi stessi valori costituzionali, valori sanciti anche dal Codice di Norimberga e dalla Convenzione di Oviedo, rimanendo sullo specifico. Avete vissuto o vi aspettate pressioni per le vostre scelte da parte della gente comune?

Come ogni cosa che accade nella nostra vita anche questa richiede una scelta, la nostra è quella di non avere aspettative ma affrontare, nella piena presenza,  questa situazione in tutte le sue evoluzioni.
Quando si agisce per amore, amore per i bambini e per i ragazzi non si percepisce la pressione.
Di sicuro c’è tantissima determinazione e sinergia da parte di tutti noi .

D In virtù della domanda precedente, vedendo il bicchiere mezzo pieno, avete ricevuto o vi aspettate solidarietà dai tanti silenti che non sono d’accordo sulla gestione di questa pandemia?

Ogni giorno tanti genitori, grazie a mezzi di informazione come i vostri, riescono a conoscere la nostra iniziativa, aderendo al Ricorso.
Molti avevano ritirato i figli da scuola e quindi, non potendo partecipare fattivamente,  lo stanno sostenendo moralmente: anche questo oggi crea la differenza.

Come vedono questa avventura “civile” i vostri figli, si sentono già più liberi, più responsabili e maturi, si sentono protagonisti attivi? La società attorno a loro ha la capacità di comportarsi correttamente o vi aspettate che facciano pesare loro la legittima voglia di normalità per cui state agendo?

La risposta prevede una differenziazione per età. I figli più grandi, già adolescenti, hanno certamente una maggiore consapevolezza e capacità critica rispetto ai figli più piccoli e, nelle loro possibilità, cercano di essere attivi.
Per loro che si affacciano alla vita, in un’epoca di crisi come questa, non è facile doversi confrontare nella quotidianità con un pensiero unico prevalente tra coetanei e adulti.
Ovviamente in questo percorso saranno accompagnati con equilibrio e saggezza dai propri genitori e da quella parte di popolo italiano che rivendica i propri diritti.

D Dover combattere per affermare una banale verità, come quella che per stare bene bisogna respirare, quanta amarezza mischia alla gioia di percorrere una strada verso la liberazione?

Il respiro è vita, non c’è necessità di combattere per un qualcosa che appartiene ad ogni essere di questa esistenza.
Ed è per questo che non proviamo amarezza e non consideriamo una battaglia quello che stiamo facendo. Semplicemente il respiro ci appartiene e tutti dovrebbero esserne consapevoli.

D Quando si vive il limite di qualcosa, come fate voi sul limite giuridico delle libertà individuali, è l’intera società che si mette in discussione, ogni suo individuo, che ne sia consapevole o meno, questo crea delle reazioni di cui si è il bersaglio più facile. Si tratta di un aspetto differente dalla deriva autoritaria detta prima, più intimo, scomodando Platone e il suo “mito della caverna”, o anche il film “Matrix”, le reazioni di quelli che avrete destabilizzato affermando le vostre ragioni, che sono poi quelle di tutti, andranno incassate prima di essere rispedite ai mittenti, siete consapevoli che questo comporta una grande fatica?

Attraverso questa nostra azione legale noi ci poniamo perfettamente dalla parte della Legge, della Costituzione e dei Diritti Universali del Bambino e dell’Uomo.
Non abbiamo nulla da temere!
Il bene della comunità, vero o presunto, non può in alcun modo andare a ledere i diritti individuali sanciti dalla Costituzione.
Questa battaglia non comporta alcuna fatica superiore all’entusiasmo ritrovato e condiviso per la Libertà.

Mi permetto, in calce a questa intervista, in primo luogo di ringraziare gli intervistati per il tempo che mi hanno concesso, ma anche di sottolineare che, a prescindere dal pensiero di ognuno di noi, le regole che rendono una società realmente “civile” vanno rispettate proprio nei momenti più bui, per questo in chiusura ci tengo a riprendere e ripetere due frasi di una delle risposte che mi sembrano perfette:

Attraverso questa nostra azione legale noi ci poniamo perfettamente dalla parte della Legge, della Costituzione e dei Diritti Universali del Bambino e dell’Uomo

Il bene della comunità, vero o presunto, non può in alcun modo andare a ledere i diritti individuali sanciti dalla Costituzione

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera