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Cosa stiamo difendendo?

Oggi, martedì 15 dicembre, sono stato alla tavola rotonda dei mille avvocati per la Costituzione e mille medici per la Costituzione, a Roma, il tema era “TSO e Vaccini Covid“.

Eravamo poco più di una cinquantina, c’erano fra questi diverse persone assurte a una certa fama fra cui Lillo e Dario MussoMariano AmiciEduardo PolaccoAntonio Bilo CanellaSandro TorellaSolange HutterCisco OrlandoPappalardo (l’avvocato non il generale), Linda CorriasFulvio GrimaldiBruna MaccaroneFranco D’Urso e non me ne vogliano gli altri che non nomino.

Si discuteva della situazione attuale, dell’obbligo-non-obbligo vaccinale, delle minacce di TSO, del risveglio delle coscienze. È un entusiasmo che ho già vissuto, l’ho già sperimentato e sono stato deluso quindi, mi impongo di essere partecipe ma di restare prudente, un equilibrio assai precario.

Sono un “complottista” di vecchia data ― il quasi mezzo secolo comincia a farsi sentire ― premesso che chi viene tacciato di “complottismo” è qualcuno che, a fronte di una spiegazione semplificata dei fenomeni complessi che governano le nostre vite, cerca una spiegazione più corretta, e magari trova delle spiegazioni più attinenti alla realtà, accetto allora la qualifica di “complottista”, mi sta bene.

Il mio “complottismo” mi ha fatto aderire al movimento eurocritico dalla primissima ora, vivendolo parecchio da vicino. L’ho vissuto però con la consapevolezza che l’euro fosse uno soltanto fra i vari strumenti del male, che fosse sostituibile, intercambiabile, non indispensabile sebbene nefasto ma, soprattutto, dimostrabile in maniera lapalissiana a chiunque. Nel mentre si parlava, in numero assai minore e rigorosamente in privato, di transumanesimo, di immortalità tecnologica, di biologia cibernetica, del controllo assoluto dei “soliti ignoti” su tutti noi “plebaglia”, del “main switch”, delle blockchain biologiche, della cittadinanza a punteggio, di crediti ecologici, e se ne discuteva perché sono i programmi elitisti dei potenti veri. Accadeva un decennio or sono. Oggi il microchip è stato sostituito dalle nanotecnologie, quella che sembrava fantascienza distopica è diventata modernariato di un tempo andato, come spesso accade il futuro è arrivato di colpo e ce ne rendiamo conto mentre è già presente da un pezzo.

Questo mi mette nella condizione di non essere fiducioso come tanti che ho sentito oggi, risvegliati e chiamati all’opera da questa che è in tutti i sensi una “rivelazione”, simile a quella che mi aveva illuso di poter risvegliare la coscienza di qualcun altro.

Oggi la situazione è assai differente, assai peggio di allora, oggi non si attacca più solo il benessere del popolo, oggi si attacca la biologia stessa degli individui, non vederlo palesa la volontà granitica di non accettare la realtà per quel che è, la verità è manifesta.

Io dovevo esserci, perché la mia sfiducia necessita redenzione, devo andare dovunque ci sia speranza, perché voglio ritrovarla la speranza, la fede no, non sono mai riuscito a trovarla purtroppo, eppure in tanti l’hanno orgogliosamente mostrata proprio oggi. Sapevo che le mie posizioni avevano molte affinità e poche divergenze dai cattolici, il cattolicesimo è parte importante della mia cultura, della mia identità, di quella della mia nazione.

Ci siamo ritrovati, come feci già allora, fra “risvegliati”. A parte la disillusione latente a guastarmi parzialmente la festa ― insieme al freddo becco che mi ha tormentato per tutto il tempo ― ho letteralmente goduto, da ateo, nell’assistere al risveglio spirituale, alla valorizzazione dell’anima, a quello spirito trascendente negato e annichilito da questa società materialista, una società dedita all’esclusivo appagamento bestiale, alla sola ricerca del godimento sensoriale e animale. Ho invece ritrovato una umanità che ama il corpo e che lo difende dalle offese come mascherine e distanziamento da altri corpi cari, esseri umani che vogliono recuperare il piacere di godere del sorriso altrui, perché i corpi nostri e quelli degli altri restano i contenitori delle anime, nostre e degli altri, quegli strumenti che permettono alle anime di godere e di unirsi celebrando la vita con i suoi odori e i suoi rischi.

Sebbene sia necessario e giusto organizzare l’esercito, in questo caso formato principalmente da capaci avvocati ed eccellenti medici, per difenderci è ancora più determinante fornire la motivazione corretta. Il nemico è numeroso, molto forte, per averne ragione bisognerà volerlo con ogni forza, la motivazione deve essere alta, sentita, ferma. La violenza di questa pandemia che ci ha devastato ha molto poco a che fare con l’aspetto sanitario, essa appare più come uno strumento di governo, di prevaricazione, di distruzione delle regole sociali democratiche e degli individui, fa sembrare un’inezia la devastazione economica della moneta unica, la pandemia sta creando un uomo nuovo, ci sta portando il “progresso”, quel progresso che è proprio del cancro quando cresce e, appunto, progredisce.

Se siete sulla strada sbagliata, il progresso significa fare una svolta e tornare indietro sulla strada giusta: in tal caso, l’uomo che torna indietro più presto è il più progressista.

C.S. LEWIS

Avrei potuto e forse dovuto raccontarvi dei particolari legali e medici che sono emersi, del pathos di alcuni relatori, dei motivi tecnici, giuridici e medici che fanno parte dell’arsenale mostrato dal nostro esercito in bella parata ma mi limiterò a questo, almeno per ora, al comunicare il magnifico risultato che siamo tutti profondamente consapevoli di cosa stiamo difendendo.

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Illustrazioni Federica Macera