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Migrazioni barbariche

mercoledì 30/09/20

Ci ho pensato parecchio, mi sono poi determinato a scrivere cosa penso dell’immigrazione, e voglio farlo nella maniera più semplice possibile, quasi come un idraulico che sceglie il percorso dell’acqua, sapendo perfettamente che l’acqua ha una sua dinamica comportamentale e non può cambiare in base alle idee, un ragionamento “marxista”, materialista, potrei anche definirlo semplicemente “pragmatico”.

Su questo tema ci ragiono da anni ma lo spunto per farmelo finalmente affrontare sono stati gli accadimenti di Olbia, quando le persone comuni si sono divise drasticamente fra chi vuole accogliere e chi no, con eccessi da entrambe le parti, fino ad arrivare a cose davvero odiose, come quel deficiente che ha addirittura urlato verso la nave ― Alan Kurdi della ONG Sea Eye ― “annegateli!”.

Faccio una prima banalissima premessa per chiarire in quale ambito normativo ci stiamo muovendo, almeno per quel che ho appreso negli anni e quindi, non facendo ricerche specifiche in questo momento, mi affido a quel che so, potrei quindi sbagliarmi anche se lo reputo assai difficile.

In mare si raccolgono due tipologie di persone i “naufraghi” e i “profughi”, sedicenti o reali che siano.

Riguardo i naufraghi, così si intendono le persone in pericolo di vita immediato, è fatto obbligo per le imbarcazioni che dovessero imbattersi in essi di portarli in salvo, ed è parimente fatto obbligo di portali necessariamente e ragionevolmente nel porto sicuro più vicino (Tunisi, senza eccezioni, in questo caso).

Riguardo i sedicenti “profughi” il discorso è diverso, una volta raccolti da una nave, o da una imbarcazione, essi già si trovano in una estensione territoriale della nazione di cui tale nave o imbarcazione batte bandiera, quindi, nel caso specifico della Alan kurdi, se ricordo bene sono già in Germania.

Ne consegue che, da anni a questa parte raccattiamo migranti, sedicenti profughi, che dovrebbero, secondo il quadro normativo semplificato appena esposto, andare in altri paesi che non siano l’Italia, ma tutti se ne fottono bellamente anzi, mi ricordo pure che quella “bruttacciona senza reggiseno” di Karola Rakete si permise addirittura di speronare una motovedetta della nostra Guardia di Finanza per attraccare, roba da ergastolo e invece…fu osannata!

Quindi, fatta la premessa “normativa”, sappiamo che tutto quanto sta accadendo in questo campo ― e purtroppo in tanti altri ― è assolutamente al di fuori di ogni norma e ragionevolezza, salvo dimostrazione del contrario.

Adesso passiamo ad una analisi “pragmatica”, facciamo finta di essere un paese che se la passa bene, una sorta di paese ideale in cui tutti lavorano, dove lo stato sociale esiste e soprattutto funziona, un paese che non si trova in una feroce recessione, che quella del ‘29 sembra una passeggiata nei boschi ombreggiati d’estate, rispetto a quella che tocchiamo con mano ogni singolo giorno della nostra complicatissima vita, facciamo finta.

Migrazioni barbariche, image #2

Sempre, anche in un paese perfetto, quando una massa di diseredati si immette in una società si innesca il meccanismo inesorabile, codificato e descritto da Karl Marx, denominato “Esercito Industriale di Riserva”. Questo “Esercito” accetta condizioni assai più favorevoli al Capitale di quanto siano disposti a fare i lavoratori autoctoni, generando una imponente riduzione generalizzata dei diritti degli stessi lavoratori. Trovo fantastica la contraddizione sinistroide che giustifica tale dinamica, ricordo le affermazioni di diversi personaggi come il figlio di Gassmann ― si il figlio, resterà sempre il figlio perché non è il padre ― ma addirittura di Erri De Luca, questo “grandissimo intellettuale” (leggere con tono ironico grazie) che ha detto una delle cose più fasciste/capitaliste che io abbia mai sentito ― la trovate in foto ― e parliamo di uno che era al limite del terrorismo rosso!!!

Migrazioni barbariche, image #3

A cascata, una volta parlato della questione più generica della distruzione tramite l’immigrazione dei diritti dei lavoratori ― quelli di tutti i lavoratori tanto italiani che stranieri ― passiamo al fatto che, in virtù anche delle evidenze forniteci dalle dichiarazioni di Erri De Luca sopra, esiste il fenomeno dello sfruttamento a danno degli immigrati, ancora peggio se clandestini, lo darei per banalmente per assodato, inutile dilungarsi.

A seguire affermerei, senza tema di smentita, che stare in un paese straniero, privo di mezzi, sotto ricatto o sfruttamento, può essere considerata una istigazione a delinquere. Mi ritengo una persona abbastanza pacifica e civile ma probabilmente, in una situazione del genere, potrei diventare un criminale, magari di scarso successo ma pur sempre un criminale.

Una ulteriore valutazione allargata andrebbe realizzata sul fatto che una comunità straniera, raggiunto un numero sufficientemente grande ― abbondantemente raggiunto ormai da diversi gruppi etnici ― tende ad isolarsi e a non integrarsi nel paese che la ospita, questo genera delle organizzazioni sociali che si autogestiscono, impermeabili alla società ospitante, creando di conseguenza ulteriori divisioni sociali.

Chiaramente, di solito, tutte queste problematiche ricadono sulle fasce deboli della popolazione autoctona, sul manovale più che sull’avvocato, sul commerciante più che sull’imprenditore e via dicendo.

Nigeriani protestano a Castelvolturno (CE)
Nigeriani protestano a Castelvolturno (CE)

E adesso passerei ad alcune evidenze, astenendomi dal citare statistiche che descrivono la maggiore delinquenza degli immigrati, che è reale ma spiegabile ragionevolmente come detto sopra dalle situazioni di fatto che vivono, anzi mi limito ad una sola evidenza ma assai esemplificativa, userò allo scopo questo articolo de ilMattino del 07/01/19 di cui, oltre al link, incollo anche un frammento “Traffico di organi a Castelvolturno, anche minorenni tra le vittime”:

“Un aumento di rapimenti di ragazzini tra i 14 e i 17 anni si sarebbe verificato nelle periferie di Lagos e Benin City dal 2016 in poi. Si tratta di minori già inseriti nel giro della prostituzione nel loro Paese, spesso orfani, o abbandonati da famiglie poverissime o, ancora, scappati di casa. La mafia paga una manciata di naira per «comprarli». Finiscono nel giro della schiavitù sessuale in Europa e, una volta cresciuti, e quindi perso l’appeal su una clientela dal profilo pedofilo, diventano «fonti» per il mercato nero degli organi

La mafia nigeriana della della Black Axe, che pratica anche cannibalismo rituale, è molto potente a Castelvolturno, uno dei pochi ― se non l’unico ― luogo non-africano in cui esiste una missione comboniana. La comunità nera è davvero enorme, quando morì qui Miriam Makeba dopo un concerto, si disse che era morta a casa sua, in Africa.

Adesso direi che si possa passare alle conclusioni, sebbene mi renda conto di non aver trattato l’argomento in maniera approfondita né esaustiva, ritengo di aver fornito sufficienti spunti di ragionamento e, soprattutto, di essere andato al nocciolo della questione ragionando nella maniera più semplice e limpida possibile.

La mia opinione, sulla base di quanto detto, potrebbe essere riassunta dal vecchio adagio che recita “il medico misericordioso uccise il paziente”, chiarito che tutti noi vogliamo salvare “il paziente”, e che tutti noi intendiamo per “il paziente” tanto il popolo italiano quanto gli immigrati.

Attualmente si è apparecchiata una guerra fra poveri assai pericolosa, a valle di tutto un processo pregresso di pressione gestito talmente male da rendere palese che sia stato deliberatamente programmato per fini del tutto differenti da quelli dichiarati, come ad esempio le varie “crisi migratorie” contingenti da “risolvere”, una ennesima emergenza creata per gestire dei cambiamenti altrimenti impossibili da ottenere, un falso ideologico assoluto.

Per cui, sentir gridare “annegateli!” non rappresenta affatto la colpa di un singolo deficiente, ma piuttosto la colpa criminale di decenni di deliberato e programmato malgoverno.

È la colpa di chi permette il traffico di organi, degli schiavisti mascherati come Erri De Luca e la falsa “sinistra” che ci affligge con la sua crudeltà per giunta camuffata da bontà, lei da capofila, insieme ai tanti complici, rende possibile questo scempio e questa degenerazione umana.

Se, come me, sei per il rispetto dell’umanità, allora sei contro le ONG e il buonismo immigrazionista, viceversa sappi che appoggi schiavismodelinquenza traffico di organi, e allora in questo caso sei dalla parte dei cattivi, quei cattivi che useranno ancora quegli inevitabili deficienti che gridano “annegateli!” per essere ancora…più cattivi.

Pensa differente.

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