Riflessioni

Il segnalatore mascherato e “il Fodero di Fuoco”

Le mie idee, non perché siano migliori o particolarmente significative, ma solo per il semplice fatto che sono le mie e non quelle che vorrebbero imporre a tutti, non sono tollerate e vengono, con varia intensità, censurate.

Pauline Harmange ha pubblicato un libro “femminista” nell’accezione più deleteria del termine, si intitola “odio gli uomini“. In questo servizio de ilMessaggero la foto che accompagna il servizio la ritrae presa dall’alto, con le braccia scoperte fino alle ascelle ― orgogliosamente pelose ― che guarda sicura di sé in camera. Ho postato la foto su fecciabook con una laconica affermazione in lingua partenopea che stava a significare quello che potrebbe essere tradotto come “che gran pezzo di figliola“! (v.Nota)

Andrebbe evidenziato che l’autric* si professa odiatrice di metà del genere umano, compreso un 50% di quelli che l’hanno generata ― quella nata col pisello, appendice che di norma è assai gradita per una larga fetta dell’altra metà e non solo ― ma non è neanche questo a costituire il problema. Il problema consiste in effetti nell’asimmetrico diritto (solo suo) di manifestare apertamente odio, addirittura contro la globalità dei maschi, mentre a me non resta neanche la possibilità di sbeffeggiare lei, e solo lei, rispondendo ironicamente alla sua offesa, alla sua eccessiva provocazione che è assurda sotto ogni profilo.

L’asimmetria è oggi un problema immenso e divide l’umanità fra gli allineati e conformi, che possono, e nei divergenti, che non possono nulla. Vale per l’economia, per la geopolitica ma anche, e forse soprattutto, per la cultura e l’ideologia.

Se sei a favore delle cose più astruse che vadano contro ogni naturale ordine delle cose ― badate bene che non si tratta di bacchettonismo ma di misura ― allora tutto ti è consentito, ben al riparo della frode del politicamente corretto, ti becchi di diritto il plauso totale e incondizionato della gente che piace alla gente che piace, altrimenti accuse feroci e improperi devastanti ti saranno consegnati senza tregua.

Sapete, anche gli strumenti di misura vanno tarati, in Italia c’è l’INRiM (ente pubblico nazionale di ricerca scientifica vigilato dal Ministero dell’Università e della Ricerca) che assolve alle funzioni di istituto metrologico nazionale, custodisce i campioni di riferimento di gran parte della metrologia, la scienza delle misure, misura che sarebbe indispensabile oggi in campo culturale e sociale.

Come esempi direi che trovo asimmetrico reputare normale la partecipazione dei trans nati biologicamente maschi alle competizioni femminili, argomento che affrontai QUI, trovo asimmetrico che esprimersi contro l’utero in affitto, l’eutanasia, l’aborto scriteriati, i matrimoni gay ― solo per rispetto all’istituzione che ha altre finalità, pur riconoscendo la necessità di ufficializzare legami de facto in maniera ufficiale ― la filosofia gender, sia di per sé un atto di accusa per chi scrive, una accusa di omotransfobia ovviamente, il più classico degli “psicoreati” attuali.

In tale prospettiva, la differenza tra uomini e donne, l’essere maschio e femmina non è un dato oggettivo e reale ma è un prodotto della cultura e della costruzione sociale dei ruoli.

osservatoriogender.it

Sopra una citazione dal sito osservatorio gender, e fin qui nulla da obiettare, l’importante e trovare sé stessi e vivere bene così come si è, ma bisogna capirsi e rispettare se stessi e chi si è compreso di essere.

Chi scrive è a favore di ogni libertà individuale purché non cagioni danno a nessuno, neanche a chi la pratica. Sì, esistono pratiche che nuocciono in maniera devastante anche a chi le ama, e non parlo solo di BDSM o altro, parlo ad esempio anche del cannibalismo, che è spesso, quasi sempre in realtà, consumato su base volontaria.

Suppongo finalmente di avere la vostra piena attenzione…

Il gender fluid ad esempio è la negazione di una sessualità certa, cosa che vale per qualsiasi sessualità tanto quella eterosessuale che omosessuale. Un aspetto, la sessualità, che rende le persone quel che sono, ne costituisce uno degli elementi fondamentali: instillare dubbi su un traguardo al proprio percorso, qualunque esso sia, è a mio parere inaccettabile e deleterio senza eccezioni.

dal sito gay.it

Sto “eccedendo” negli esempi per rendere chiaro che le visioni possono essere assai divergenti e che tutte hanno legittimità di essere esposte. Però oggi, in questo psicotico marasma, se guardo affascinato il sedere di una donna rischio di essere accusato di maschilismo e sessismo, se al contrario un gay mi guarda estasiato sono obbligato a considerarla una cortese attenzione che dovrebbe gratificarmi, col rischio che non gradendo posso essere accusato del famigerato “psicoreato“, ancora una volta, ecco l’asimmetria.

Tornando alla scrittrice di cui sopra e al mio post, c’è da dire che sono stato segnalato da qualche anima bella che detesta posizioni non allineate come le mie, fecciabook zelantemente dà man forte alla narrazione di sistema e tutti gli adepti del tecnototalitarismo contingente applaudono.

Dovremmo avere metro, ridurre se non azzerare le asimmetrie, rifarci ai codici giuridici che tanti sacrifici hanno avuto in tributo per la loro formazione ― la Costituzione sopra ogni altra per noi italiani ― e smetterla di affermare l’irragionevole.

Mentre digerivo l’idea di pubblicare questo pezzo, con il terrore delle mille inevitabili aggressioni a cui mi espone farlo, c’è stato il Festival di Sanremo. In realtà dovrebbe interessarmi pressoché zero, non lo vedo da quando mi sono spuntati i primi peli e avevo pure finito il Bentelan intramuscolo ― indispensabile precauzione salva-vita per queste occasioni ― ma poi hanno cominciato a circolare alcune immagini, roba davvero truce, anche per me che non credo, roba blasfema e assai brutta da vedere, quella decadenza triste e satanica che tanto piace alle èlite gnostiche. Queste “perfomance” che hanno come unica cifra stilistica, ed eventuale valore, la blasfemia di Marina Abramovich e, più in generale, della stragrande parte della sedicente arte moderna.

Sa(ta)nremo

In foto da sinistra verso destra abbiamo Achille Lauro che si atteggia come la Beata Vergine, Fiorello con una corona di spine a parodiare Gesù Cristo e un bacio gay ― che se solo fosse stato un bacio eterosessuale avrebbero massacrato gli zebedei per questioni virologiche.

Ricordo a braccio, fra robaccia di tal orribile fatta, l’inaugurazione del Gottardo, come pure l’inaugurazione dei giochi olimpici di Londra del 2012, occasioni in cui si manifesta imponente la forza impositiva del modello culturale nero desiderato dalle èlite di cui sopra.

Nell’attesa della legge Zan-Scalfarotto, in cui ci imporranno di “amare” quello che secondo loro deve essere amato, anche mons. Carlo Maria Viganò ha tuonato contro questo disegno infernale che assedia e mortifica ogni più minuto aspetto delle nostre vite, roba da convertirsi sul serio!

dalla bozza del progetto di legge Zan-Scalfarotto

L’asimmetria dilaga, il metro si è perso ma in troppi non lasceremo mai la difesa del lume della ragione!

Nota: Si ritiene che il termine Pucchiacca abbia origine dalle parole greche pyr (fuoco) + koliòs (fodero) unite ad un suffisso degradativo -acca, da cui pyrcliacca -> purchiacca -> pucchiacca.
Il termine significherebbe letteralmente “fodero infuocato“.
Altre teorie, meno accreditate, vogliono che il termine derivi da portulaca (un’erba commestibile) o dalla fusione di porc- (ad indicare la scrofa) e dal suffisso dispregiativo -acchia.

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera

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