Notizie Riflessioni

Libera nos a malo

mercoledì 16/09/20

Sono ricominciate le scuole, non in tutto il paese ma sono ricominciate, e sono cominciate malissimo, peggio non penso sarebbe possibile.

Sono girate alcune istantanee che raccontano in maniera agghiacciante la violenza psicologica, e non solo, che i nostri figli sono stati costretti a subire.

Ne ho scelte tre, diverse fra loro ma che mi hanno nauseato nelle più profonde pieghe della mia coscienza di padre.

una severissima punizione
una severissima punizione

Erano inginocchiati, davanti a delle sedie che usavano come banchi di fortuna, ognuno alienato dagli altri, con la testa bassa, spesso rivolti in direzione divergente gli uni dagli altri.
Mascherati, allontanati dalla gioia e dalle amicizie, allontanati dalla propria stessa umanità. Aule vuote di cose e persone, di ogni più piccola cosa che valga la pena insegnare.

bloccati fisicamente in spazi obbligati
bloccati fisicamente in spazi obbligati

C’erano dei cerchi, dei tronchi di cilindro di plastica, somigliavano a quelle tinozze dall’indefinibile colore bianco-grigio, quello semi-trasparente. Questi anelli erano fissati fra di loro, erano pure distanziati ― ma in maniera assai arrangiata ― con dei cordini. Erano sistemati sulla ghiaia che scricchiolava sotto i loro piedi pressoché immobili. Ogni cerchio conteneva, deteneva, un bambino, il suo piccolo autonomo e solitario spazio, la sua cella mentale, la sua alienazione dal resto del mondo. Orribili riferimenti materiali per mantenere il “distanziamento” dalla propria anima, dalla propria vita, il successo dell’imposizione del male, l’affermazione di Satana.

Come nelle carceri
Come nelle carceri

Erano fermi in fila indiana, uno dietro l’altro, mascherati come banditi questi bambini innocenti. Ubbidienti e increduli, si affidano alle direttive dei (dis)educatori, il braccio destro toccava la spalla del bambino davanti, di cui non vedevano il viso, peraltro coperto. L’arto ridotto a metro della distopia gnostica, dritto, a misurare l’abuso. Si tratta una tecnica molto nota, che si usa in alcune carceri per questioni di sicurezza e per “(ri)educare” chi ha una pena da scontare, questi bambini stanno chiaramente scontando una pena, e devono subire tali violenze.

Sono immagini che fermano in un orrore statico il divenire dell’abominio che stiamo facendo subire alla nostra progenie.

Mai si è permessa una tale violenza sulle nuove generazioni da parte delle precedenti, sono la parte più sacra di una società, la garanzia del futuro, la speranza di miglioramento, ogni cosa positiva è contenuta in esse e in esse soltanto può realizzarsi.

La decadenza è pilotata e governata da questi servi delle oscurità più abissali dell’essere umano, un essere ormai transumanizzato. Essi sono palesemente i nemici di tutti noi anche se, al contrario di quanto si possa pensare, contano quanto il due di picche, sono come i killer delle mafie: li pagano, li (ab)usano, li scaricheranno in un cassonetto appena non saranno più utili.

Il vero potere, quello che risponde a ideali distopici, spesso esoterici, oggi è potere vero, attuale e concreto.

rituali infami che sono fatti calare su tutti noi, e sui bambini in particolare, ne mostrano la forza buia, la malefica caparbietà.

Il capolavoro di Satana è di aver fatto perdere le sue tracce e di aver convinto gli uomini che egli non esiste

Charles Boudleaire

Io so che unirmi e moltiplicarmi mi rende più felice, più gioioso e la mia anima risplende di bellezza, questo fa di me, di noi, un essere umano, piuttosto che dividermi e distanziarmi, in primo luogo da me stesso, che realizza l’esatto contrario.

È questa la loro forza, le masse non comprendono, addirittura si rifiutano di guardare, preferiscono negare a se stessi quello che è così banalmente chiaro perché mancano della forza necessaria per accettarne l’esistenza.

I singoli individui una volta messi brutalmente ― non c’è altra maniera ― a conoscenza di tali fatti, molto difficilmente li accettano, spesso, e rasentiamo la totalità dei casi, preferiscono reagire attaccando ― come lo schiavo della caverna platonica o l’agente Smith di Matrix ― chi prova a risvegliarlo dal torpore della ragione.

Eppure queste immagini avrebbero scosso assai vigorosamente il nostro essere, se solo qualche anno fa le avessimo viste al cinema, inserite nella trama di un fantascientifico futuro distopico.

Oggi quella fantascienza è la realtà cogente dei nostri figli a scuola.

Come facciate a sopportarlo mi meraviglia, mi lascia basito, rappresentate la forza del male, il potere su cui esso si fonda, voi ignavi, voi ciechi, voi smidollati, voi vittime sacrificali, voi e purtroppo i vostri ― ahimè i nostri ― figli.

Immagino che non vi sveglierete mai, o magari lo farete, era troppo tardi già mesi fa, sono svilito, la generale sottomissione a questi rituali oscuri e malefici mi annichilisce.

San Michele. Guido Reni, 1635
San Michele. Guido Reni, 1635

Prego Dio di regalarmi la fede e di affiancarmi alla spada di Michele nella lotta che deve ― deve per forza ― cominciare contro questo abominio satanista, orrifico e nauseabondo che svuota l’uomo, inaridisce la sua spiritualità, schiacciandolo per costringerlo ad essere solo una bestia deficiente e stupida, il muscolo che lavora inconsapevole per il male.

Ci tengono soggiogati per il terrore della morte, che è un aspetto solo della vita stessa, eppure si preoccupano tanto ― apparentemente ― di farci continuare a respirare ma la vita non è respirare, la vita è una cosa assai diversa di cui il respiro è sono un necessario atto meccanico.

La morte non è una probabilità, è una certezza, arriverà per tutti, nel mentre…vivete! Non accettate limitazioni se non quelle che vi impone la vostra coscienza e la ragionevolezza, non certo quelle imposte da altri.

Tutti dobbiamo morire, vivere per non morire è come essere già morti, rischiare la morte per vivere, e per far vivere, è l’unica strada per salvare la propria anima, e la propria stessa vita.

““Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio
Contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium
Imperet illi Deus, supplices deprecamur
Tuque, Princeps Militiae Caelestis
Satanan aliosque spiritus malignos
Qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo
Divina Virtute, in infernum detrude.
Amen

Leo XIII Pontifex Maximus 1886
Oratio ad Sanctum Michael

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera

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