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Tabula rasa

mercoledì 16/09/20

Non penso si possa più credere sia possibile riformare l’irriformabile, il maligno, feroce mondo darwiniano attuale, il demoniaco progetto di sopraffazione fra vittime che ha imperversato per secoli nella gioiosa esultanza delle elites massoniche e sataniste.

Non si può agire da dentro per sistemare le cose un tassello alla volta, va distrutto tutto con un sano e igienico fuoco purificatore, chi è colluso con questo stato di cose è il nemico, lo sbirro che ne difende l’autorità tanto come il governatore che emette ordinanze allineate con le gerarchie superiori e che ne fomenta l’ingiustificato terrorismo, la distopica e pervasiva dinamica di controllo.

L’Anarchia è necessaria, contiene in sé, nella sua libertà, una necessità d’essere estesa anche a chi vorrebbe uno Stato degno di questo nome, a me quindi, l’Anarchia è l’unica forma in cui io possa attualmente incanalare la mia passione civile, la mia necessità di reazione a questa merda soffocante.

Bisogna fare Tabula Rasa di questi usurpatori della democrazia, della comunità e dell’umanità stessa, di tutto e tutti, per riaffermare la libertà della vita, la libertà che è essa stessa vita, la libertà senza la quale la vita stessa non è, appunto, vita.

La rassegnazione la capisco, quello che non posso capire sono le pecore che si fanno cani da guardia del sistema, i fascisti a rimorchio che si fregiano delle loro rinunce imponendole agli altri, a quelli che quelle rinunce non sono disposti a farle né vogliono farle.

Il conformismo dei “responsabili” rappresenta il totalitarismo più bieco, quella giustificazione a sopraffare l’individuo non allineato, la sua libertà, il suo animo, perché loro, e solo loro, perseguono “il bene superiore”, come i naz(ionalsocial)isti perseguivano “il bene superiore” della Germania o i sovietici di Stalin il bene superiore” del proletariato, colonizzando con i deportati le steppe siberiane e creando la devastazione funesta di Holodomor.

Oggi il rifiuto di ogni autorità lo ritengo un atto di civiltà, ribellarsi alla tirannia non è una scelta, dobbiamo difendere le nuove generazioni da questa offensiva psicologica, fisica e sanitaria, dobbiamo.

Vedere questi ragazzini, questi bambini, andare in scuole organizzate come Lager, col “distanziamento” abominevole che inculca in loro dinamiche antisociali, odio e diffidenza per il prossimo, è raccapricciante.

Capisco che la vostra scala di valori è inversa alla mia, capisco che per voi fare del male è un bene, capirete pure che per me voi non siete altro che nemici e se, come oggi accade, siete voi a dirigere i giochi, io quelle regole non le rispetto, non rispetto neanche voi anzi, mi fate parecchio schifo e devo necessariamente agire contro di voi, informando, discutendo, cercando di svegliare i vostri inconsapevoli servi.

Fino a quando non toccheremo il fondo non ci sarà consapevolezza nelle masse, e questo è un vostro vantaggio, perché, quando saremo sul fondo, sarà più facile essere definitivamente schiacciati che risalire ma quel momento, che immaginavo già raggiunto da anni, è inevitabile e vicino, allora si faranno i bilanci e si vedrà chiaramente cosa ci avete fatto.

P.S. a seguire la lettera di una insegnante che, per non essere complice di questo crimine, si è messa in aspettativa.

P.P.S. potrebbe anche non essere autentica, non cambia nulla.

Tabula rasa., image #2

La lettera di addio della maestra Rossella Ortolani ai suoi alunni

“11 settembre 2020

Oggi abbiamo passato 2 ore in collegio plenario a cercare di capire come ci si doveva comportare nel caso un bambino palesasse un mal di testa.
Oggi abbiamo scoperto cosa deve fare un referente Covid e che il bimbo che presenta stati lievemente febbrili sarà accompagnato da qualcuno, nella stanza Covid (che basterebbe chiamare infermeria ma se no non fa abbastanza paura) in attesa che venga la mamma a prenderlo e di corsa perché se non trovano nessuno dei familiari al telefono, qualcuno potrebbe chiamare direttamente il 118.
Abbiamo capito poi che dopo scattano tanti di quei controlli a tappeto che se ci va bene, forse, chiudono solo la classe del bimbo trovato positivo al Virus dei virus, altrimenti chiudono tutta la scuola, nel caso ce ne siano diversi.
Sappiamo che i bambini entreranno ed usciranno da scuola, in tempi diversi, da tre entrate anche lontane fra loro, in modo che chi ha più figli corra da una parte all’altra a portarli e a riprenderli… Precisi percorsi segnati li vedranno tutti rigorosamente mascherati entrare in fila, distanziati e se i bimbi ritardano, possono entrare a scuola solo un’ora dopo. Come alle superiori.
Anche i genitori saranno mascherati all’uscita da scuola: così le maestre dei bambini delle classi prime non riconosceranno mai i parenti dei loro alunni e contravverranno, in modo involontario, a tutte le norme per la sicurezza legate alla riconsegna dei bambini alle famiglie.

A mensa si faranno 3 turni: il primo 50 minuti dopo la fine della ricreazione, nonché della merenda del mattino e l’ultimo alle 14…comodissimo!

Cosa faranno in classe? Niente!
Non possono toccarsi, scambiarsi il pennarello, accumulare i libri uno sopra l’altro, alzarsi per giocare con i loro amichetti…fare gruppi di lavoro, aiutarsi a vicenda, abbracciare la maestra.
Niente giochi di classe, niente giochi da casa, niente quaderni in buchina, o fogli sotto il banco…tutto al millimetro è pianificato per tenerli fermi al banco buoni buoni,perché appena si alzano e si avvicinano a qualcuno… scatta l’urlo della maestra, alla quale, con uno specifico corso di aggiornamento è stato inculcato (senza se e senza ma) che deve fare rispettare tutte le regole, pena la responsabilità di un contagio.

In giardino niente contatto e una classe alla volta, in palestra niente giochi di contatto. Alcune insegnanti dimenticatesi della didattica (che non interessa più a nessuno), si sono chieste: “Ma se la palla casca per terra mentre giocano a palla avvelenata e la prende un altro bambino che si fa: si deve disinfettare?”
Certo! Si ferma il gioco e ogni volta che la tocca qualcuno, la maestra, anziché fare l’arbitro, prende il disinfettante il cencetto e la disinfetta… sono stati geniali!

Sono riusciti a spengere tutti i neuroni degli italiani, a staccare tutte le sinapsi a creare il buio nei circuiti elettrici dei nostri cervelli.

Hanno vinto!

Sono almeno 30 anni che stanno lavorando per questo e ce l’hanno fatta: elettroencefalogramma piatto!
Elettroencefalogramma piatto di medici, insegnanti, dirigenti, genitori, tutte le componenti della scuola stanno sobbollendo nel calderone delle paure, dei divieti, del pensiero unico, a fuoco sempre più alto…e non se ne sono neppure accorti!

Va bene così: dà un senso di sicurezza essere così disciplinati, inquadrati, regolamentati…oh questo governo è davvero serio!
Peccato che l’argomento principale sia: i bambini… allora non c’è che sperare che almeno loro gridino, urlino, cantino, saltino sui banchi, si abbraccino, si sbaciucchino, giochino ad acchiappino, al lego, ai puzzle, si scambino la merenda, e giochino a calcio… senza accorgersene… vivano…
Speriamo che almeno loro non si facciano irretire e scappino al controllo delle menti perverse che stanno tenendo sotto scacco il mondo.
Speriamo che almeno loro, in modo naturale… disobbediscano…tutti insieme, come quando il venerdì pomeriggio, stanchi di una settimana di schede da compilare, cominciano ad alzare la voce e davvero non li puoi fermare…sovrastano tutto e tutti…esprimono il loro disagio e nessuno può farli tacere.

Genitori! Se avete cuore di mandarli a scuola in queste condizioni almeno insegnate loro quello che avreste dovuto fare voi: insegnategli a disubbidire…per tornare ad essere liberamente vivi.
Io nel frattempo lascio andare tutto come deve andare, e me ne vado: prendo aspettativa, ma non perché ho paura del Virus dei virus, non perché ho paura delle conseguenze di un errore di distanziamento, non perché ho paura dei bambini, no.

Io non voglio essere complice di questo delirio, io insegno per tutti e cinque gli anni di scuola dei miei alunni a NON AVER PAURA.

Perché la paura inibisce l’esperienza.
La paura restringe il campo visivo.
La paura chiude il cuore.
La paura separa.
La paura isola.
La paura fa ammalare corpo e anima.
La paura è buia!
E i bambini sono figli della luce!
Forse per questo li stanno incatenando ai banchi…

E allora cari bimbi miei,
quando questa grande ombra oscura se ne sarà andata e la giustizia avrà portato alla luce le sue nefandezze, io tornerò ad insegnare come ho sempre fatto.

Ora miei cari piccoli non riesco a farlo perché è stato impedito il mio diritto d’insegnare e non posso oppormi se non andandomene. Perdonatemi.

Con amore, la vostra maestra

Rossella”

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Illustrazioni Federica Macera