Notizie Riflessioni

Una soluzione più dannosa del problema

martedì 24/11/20

Alle volte, c’è poco da fare, la ragionevolezza fa più di un passo indietro rispetto all’atteggiamento fideistico in una tesi, si perde lucidità, per colpa o, peggio ancora, per dolo.

Viviamo dei tempi in cui si è diffusa una “pandemia” sulla quale mi trovo in una posizione totalmente “critica” rispetto a quanto affermato dai vari governi e dal MSM perché, a mio parere, dati alla mano (OMSISSEpicentroISTATNew England Journal of Medicinethe LancetPubMed ecc.) non regge affatto, è una influenza stagionale, con delle complicazioni peculiari e una letalità percentuale del tutto simile ad essa.

In ogni caso, sulla base di questo dramma sanitario inconsistente alla prova dei numeri ― che di ideologico non trattengono nulla nelle loro impietose misurazioni ― si sono escogitate sedicenti soluzioni che non risolvono alcunché e inoltre creano innumerevoli e ben peggiori “effetti collaterali”.

Questi effetti collaterali sono enormi, basti pensare alla devastazione sui nostri figli che stanno perdendo momenti cruciali della loro formazione scolastica ed emotiva, peraltro indirizzati verso lo sviluppo di dinamiche antisociali (scala di Bogardus — il distanziamento sociale), alla distruzione generalizzata del tessuto economico che ha drenato quasi ogni risorsa a favore di multinazionali e servizi delocalizzati, alla fame vera che attanaglia ormai quasi 8 dei circa 60 milioni di italiani, alla privazione della libertà che pare ormai cosa superflua, quella cosa per cui generazioni dei nostri avi hanno dolorosamente combattuto e pagato in sangue e carne il prezzo.

Una soluzione più dannosa del problema., image #3

Oggi si accetta qualsiasi cosa in virtù di un “non pericolo”.

Sono triplicati i decessi per cardiopatie, malattie oncologiche ed ematologiche, addirittura la natalità ha subito problematiche assolutamente indegne di un paese non dico neanche “civile” ma almeno “moderno”.

Se siamo disposti a pagare questi prezzi senza battere ciglio allora siamo pronti ad andare a fare ordinatamente le docce con lo Zyklon B, e ve lo dico io, tacciato ingiustamente e scorrettamente di “negazionismo”, quelli che offendono l’Olocausto lasciando che si rinnovi siete proprio voi, i nazisti che accettano lo “Stato Terapeutico” siete soltanto voi, noi siamo quelli che il nazismo imperante lo contrastiamo, subendone spesso le ritorsioni. Addirittura a Napoli , alla clinica privata Sanatrix, una donna ha perso il proprio bambino perché, a detta dei parenti l’operazione in sala parto sarebbe stata ritardata in attesa dell’esito del tampone Covid” (fonte ilMattino), e io non stento a crederlo visto l’andazzo generale, ovviamente la Polizia ha avviato le indagini per accertare le cause della morte del nascituro, sequestrato corpicino e cartella clinica.

Attualmente si discute di “vaccino”.

Metto in fila qualche utile valutazione esclusivamente sul vaccino:

1) Il SARS-CoV2 è un virus RNA che muta freneticamente, tanto che se ne è perso il numero di quelle avvenute nel solo periodo del lockdown. Ça va sans dire che, per riuscire a vaccinarsi contro quello giusto ci vorrebbe una fortuna tale e quale a chi vince il superenalotto;

2) Il SARS-CoV2 è un coronavirus come quello dei raffreddori i quali, come immagino sappiamo tutti, si prendono ripetutamente perché, una volta preso, non dà immunità, difficile quindi immaginare che un virus (attenuato) riesca a fornire protezione;

3) Il tempo minimo teorico per sperimentare un vaccino correttamente (in vitro, su cavie animali, su cavie umane) è di due anni ma, nella pratica, i tempi si attestano mediamente fra i 5 e gli 8 anni, il SARS-CoV2 lo conosciamo da meno di un anno.

Detto questo direi che, dando per scontato che ogni vaccino, come ogni medicina, porta in dote anche dei pericolosi e indesiderabili effetti contrari e collaterali, e valutata l’assoluta inefficacia e inesistente sicurezza del vaccino nei tre punti elencati, possiamo dire senza ombra di dubbio che: IL VACCINO NON SERVE.

Ulteriormente, valutando che IL VACCINO NON SERVE in maniera lapalissiana, altrettanto chiaramente va ribadito che “una qualsiasi cosa non serva allo scopo dichiarato serve ad uno scopo diverso”, quale sia questo scopo esula dal tema odierno, anche se ritengo che sarebbe un ragionamento anch’esso assai utile e interessante dipanare, magari lo faremo in un altro momento.

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Accettare una nuova soluzione peggiore del problema pare essere diventata una ineluttabile tendenza, autodistruttiva e perversa, della società umana del XXI secolo. La speranza è che ci siano gruppi di persone autorevoli e illuminate ― in senso antitetico alla setta omonima ― che sappiano e vogliano guidare questo gregge istupidito fuori da queste sabbie mobili che ci stanno fagocitando.

Che la Costituzione e il Codice di Norimberga siano con noi!

Libro "La Comodità"
illustrazioni Federica Macera

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